«La modernità può costruire altrimenti»: Firenze celebra Gae Aulenti
di Redazione
10/09/2025
Il 17 settembre, nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi, sarà presentata alla stampa la mostra «La modernità può costruire altrimenti. Gae Aulenti e la Toscana», un percorso espositivo che dal giorno successivo aprirà al pubblico per due mesi, fino al 18 novembre, nelle Sale Fabiani dello stesso palazzo. Un omaggio alla grande architetta e designer che, più di altri, ha saputo immaginare un linguaggio capace di intrecciare tradizione e innovazione, lasciando tracce profonde nel panorama culturale e architettonico del Novecento.
La mostra e i luoghi del progetto
L’iniziativa, curata da Emanuela Ferretti e Silvia Moretti, nasce dalla collaborazione tra Fondazione Architetti Firenze, Master Museo Italia dell’Università di Firenze e Archivio Gae Aulenti di Milano, con il sostegno della Città Metropolitana di Firenze, della Fondazione Cambiano e di Fondazione MUS.E.
Il progetto non si limita a una sede espositiva: dal 4 ottobre una sezione parallela sarà ospitata anche presso il Centro Culturale CAMBIO di Castelfiorentino, con l’obiettivo di allargare la prospettiva e di stabilire un dialogo con il territorio. Questa scelta riflette la volontà di raccontare l’opera di Aulenti non come un capitolo isolato ma come parte di una relazione viva con la Toscana, una terra che ha spesso fatto da sfondo o da laboratorio a esperienze creative e professionali di altissimo livello.
Un calendario di incontri e approfondimenti
La mostra sarà accompagnata da un ciclo di conferenze e iniziative che si svolgeranno nei mesi di ottobre, novembre e dicembre in sedi simboliche come il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, la Palazzina Reale dell’Ordine degli Architetti, e ancora a Castelfiorentino, nei luoghi più strettamente legati al percorso della progettista. Questi appuntamenti offriranno l’occasione di rileggere non soltanto i progetti più noti di Aulenti, ma anche il suo modo di intendere l’architettura come spazio aperto, democratico, in costante dialogo con la memoria storica e con i bisogni del presente.
L’iniziativa si configura così come un vero e proprio laboratorio culturale diffuso, che intende riaffermare la centralità del pensiero di Gae Aulenti e il suo contributo al dibattito architettonico contemporaneo.
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