“La Casa di Bernarda Alba”: potere, silenzi e desiderio di libertà sul palco di Firenze
di Redazione
27/11/2025
Una sala teatrale che si prepara a diventare un luogo di ascolto autentico e necessario, un pubblico chiamato a confrontarsi con emozioni forti e un testo che attraversa il tempo senza perdere la propria carica sovversiva. Nell’ambito del Festival Zero T, promosso dalla Casa delle Donne di Firenze, la Compagnia Teatrale Pizzichi di Sale porta in scena una delle opere più dure e incisive della drammaturgia del Novecento: La Casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca, con la regia di Lara Torriti. L’appuntamento è fissato per venerdì 28 novembre alle 20:30 al Murate Art District, spazio simbolo di cultura e memoria collettiva.
Un dramma familiare che attraversa epoche e geografie
Ambientato nella Spagna rurale degli anni ’30, il testo si sviluppa all’interno di una casa che è prigione fisica e morale, luogo in cui il lutto si trasforma in controllo e dove le relazioni si consumano tra obbedienza forzata e desideri soffocati. Bernarda, matriarca inflessibile, impone un rigore che annienta qualsiasi possibilità di autonomia. Le sue figlie, relegate alla rinuncia di ogni aspirazione personale, diventano il simbolo di una generazione senza voce, costretta a indossare la maschera del silenzio.
La scelta della compagnia teatrale fiorentina enfatizza lo scontro fra autorità e fragilità, mettendo al centro la tensione emotiva che esplode nella quotidianità domestica, dove ogni gesto diventa atto politico e ogni parola trattenuta pesa quanto un urlo non pronunciato. Lo spettacolo non indulge nel sentimentalismo, ma lascia emergere la crudezza delle passioni represse e la distruzione a cui conduce la negazione della libertà.
Una riflessione sul presente attraverso il respiro del teatro
La risonanza contemporanea del dramma lorquiano è forse l’aspetto più potente della messa in scena. Nelle dinamiche di dominio e repressione si intravede un eco ancora vivo nelle cronache e nelle esperienze reali di tante donne che lottano contro stereotipi, violenza e discriminazioni sistemiche. La Casa di Bernarda Alba diventa così un invito a guardare oltre i confini della finzione teatrale e interrogare la società attuale: che cosa accade quando il controllo diventa norma e il corpo femminile resta terreno di battaglia politica e culturale?
La regia di Lara Torriti persegue una lettura che non cerca consolazioni, ma invita a prendere posizione. Non c’è rassegnazione nei volti delle protagoniste, bensì la fame di dignità e la spinta viscerale verso il cambiamento, capace di travolgere ogni barriera imposta dall’esterno. L’opera restituisce la forza di una denuncia che non appartiene più solo alla Spagna degli anni Trenta, ma che attraversa confini e generazioni.
Il contributo del Teatro come strumento di consapevolezza si intreccia con il lavoro sociale e culturale della Casa delle Donne, che attraverso il Festival Zero T costruisce spazi di confronto in cui il pubblico diventa parte attiva e non semplice spettatore. L’arte, in questo contesto, si trasforma in voce collettiva, un mezzo per dare volto alle storie che spesso rimangono confinate nell’invisibile.
Per informazioni e prenotazioni: [email protected]
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