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Incendio alla Frosini di Signa: intervento immediato di ARPAT e prime misure di sicurezza del Comune

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di Redazione

20/10/2025

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Lunedì 13 ottobre, un incendio divampato all’interno dello stabilimento Frosini Giuliano in via Amendola a Signa ha richiesto l’attivazione immediata del personale di ARPAT, su segnalazione della sala operativa della Protezione Civile. L’intervento ha consentito di valutare fin dalle prime ore gli aspetti ambientali legati all’evento e di garantire un coordinamento costante con il Comune e gli enti coinvolti.

Le prime verifiche sul sito e la gestione dell’emergenza

I tecnici del Dipartimento ARPAT di Firenze si sono recati sul posto mentre le operazioni di spegnimento erano ancora in corso. L’incendio ha interessato una porzione circoscritta dello stabilimento, in particolare il capannone che ospita il nuovo impianto galvanico automatico, dotato di sistemi di contenimento per eventuali perdite. Fortunatamente, l’attività produttiva risultava sospesa dal 6 ottobre, come comunicato dall’azienda all’Agenzia pochi giorni prima del rogo, circostanza che ha probabilmente limitato la gravità dei danni ambientali.

Sul fronte delle emissioni, il Settore specialistico di Modellistica previsionale di ARPAT ha stimato un raggio prudenziale di ricaduta dei fumi di circa 700 metri dal punto di origine, permettendo di definire con precisione l’area potenzialmente interessata. Per quanto riguarda invece le acque di spegnimento, defluite nella rete fognaria collegata all’impianto di depurazione di San Colombano, è stata immediatamente allertata Publiacqua per monitorare l’arrivo di eventuali contaminanti.

Ordinanze precauzionali e monitoraggio ambientale

Durante la giornata dell’incendio, il Comune di Signa ha mantenuto un contatto costante con il personale ARPAT, adottando già nella stessa serata una prima ordinanza di precauzione, seguita il 15 ottobre da un provvedimento più articolato – l’Ordinanza n. 202 – che definisce misure a tutela della salute pubblica per i residenti nell’area circostante.

Tra le disposizioni principali: il divieto di raccolta e consumo di prodotti agricoli provenienti dalla zona compresa nel raggio di 700 metri e l’interdizione al pascolo e razzolamento degli animali domestici e da cortile. L’Agenzia, una volta terminata la fase di messa in sicurezza del sito e acquisite ulteriori informazioni sull’entità dei danni, valuterà se attivare controlli specifici su aria, suolo e acque.

L’incendio di Signa conferma l’importanza del coordinamento immediato tra enti locali e strutture tecniche regionali nella gestione delle emergenze ambientali, garantendo tempestività d’intervento e trasparenza nella comunicazione ai cittadini.

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