“I Rischi del web”: al Meyer un calendario 2026 nato dall’educazione digitale
23/01/2026
Parlare di sicurezza online ai bambini, quando le giornate scorrono tra visite, terapie e attese di reparto, richiede una delicatezza particolare: niente lezioni dall’alto, nessun tono allarmistico, ma parole semplici, esempi concreti e la capacità di trasformare un tema complesso in qualcosa di comprensibile e, soprattutto, utile. È da questa impostazione che nasce il progetto “I Rischi del web – La Polizia di Stato incontra i bambini del Meyer”, realizzato dalla Polizia di Stato insieme all’Ospedale Pediatrico Meyer e alla Fondazione Meyer, con il supporto di Tripel Due.
L’iniziativa rientra nelle attività educative e di prevenzione curate dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per la Toscana, impegnato nella diffusione di una cultura digitale orientata a un uso corretto della rete, dei social e dei dispositivi connessi, con un’attenzione specifica a bambini e adolescenti.
Incontri in reparto: rischi reali, regole chiare, linguaggio adatto ai più piccoli
Il cuore del progetto è stato una serie di incontri tra i poliziotti specializzati in ambito cibernetico e i piccoli pazienti del Meyer. L’obiettivo non era “spaventare” rispetto al web, bensì mettere a fuoco i rischi più frequenti legati a un utilizzo disattento: dalla condivisione di informazioni personali alle richieste sospette, passando per comportamenti imprudenti nelle chat e sui social, fino alla necessità di chiedere aiuto a un adulto quando qualcosa non convince.
L’aspetto interessante, per chi si occupa di prevenzione, è la scelta di lavorare su concetti-chiave che restano nella memoria: riconoscere segnali di pericolo, proteggere password e dati, ragionare prima di pubblicare, evitare contatti ambigui. Poche regole, spiegate bene, valgono più di un elenco interminabile.
Dai disegni a un calendario: un messaggio che arriva anche nelle scuole
Dopo gli incontri, i bambini hanno trasformato ciò che avevano ascoltato in immagini: disegni ispirati ai temi affrontati, confluiti in un calendario da tavolo 2026. L’idea è che il calendario possa essere donato ad alcune scuole durante successivi appuntamenti di prevenzione, portando fuori dall’ospedale un messaggio costruito con lo sguardo dei più piccoli, spesso più diretto di tante parole.
Nel progetto c’è anche un elemento di restituzione: i bambini non restano destinatari passivi, diventano autori di contenuti che parlano ai loro coetanei. È un modo per rafforzare l’efficacia educativa e, allo stesso tempo, riconoscere valore a un gesto creativo nato in un contesto delicato come quello ospedaliero.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to