Firenze, scontro sulla toponomastica: il dibattito su via Reginaldo Giuliani riapre il tema della memoria coloniale
09/04/2026
Il confronto politico sulla memoria storica torna al centro del dibattito a Firenze, intrecciandosi con una questione apparentemente circoscritta ma dal forte valore simbolico: la denominazione di via Reginaldo Giuliani. A riaccendere la discussione è stata la mozione presentata dal Partito Democratico per rimuovere la dicitura “Medaglia d’Oro” dalla toponomastica della strada, proposta accolta positivamente ma giudicata insufficiente da Sinistra Progetto Comune.
In una nota firmata da Dmitrij Palagi, Antonella Bundu e Thomas Maerten, il gruppo consiliare riconosce il valore politico dell’iniziativa, interpretata come un primo segnale di presa di posizione da parte della maggioranza. Allo stesso tempo, però, sottolinea come l’intervento proposto non affronti il nodo centrale della questione: la permanenza del nome stesso nello spazio pubblico.
Una discussione che parte da lontano
Il tema non è nuovo all’interno del Consiglio comunale. Già nel luglio 2020, ricordano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune, era stata avanzata una proposta alternativa: intitolare la via a Vittorio Mario Giuliani, figura legata alla Resistenza, in contrapposizione simbolica con il profilo storico di Reginaldo Giuliani, cappellano militare e volontario nella guerra coloniale in Etiopia. Quella mozione venne respinta con una netta maggioranza.
Oggi, secondo i firmatari della nota, limitarsi a eliminare la dicitura onorifica senza modificare l’intitolazione significherebbe intervenire solo superficialmente su una questione che riguarda più in profondità il rapporto tra spazio urbano e memoria collettiva. La richiesta resta dunque quella di una rinomina completa della via, orientata verso figure legate alla lotta di Liberazione.
Colonialismo italiano e memoria pubblica
Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio, che riguarda la rilettura critica del passato coloniale italiano e il modo in cui esso viene rappresentato nello spazio pubblico e nelle istituzioni. Nel documento, i consiglieri richiamano anche la risoluzione approvata nel luglio 2023 dal Consiglio comunale, con cui si chiedeva l’istituzione di una giornata nazionale dedicata alla memoria dei crimini del colonialismo italiano in Africa, individuando nel 19 febbraio una possibile data simbolica.
Una proposta che, nelle intenzioni, mira a riconoscere e rendere visibili episodi storici a lungo rimossi o marginalizzati nel discorso pubblico, tra cui l’uso di armi chimiche, le stragi di civili e l’adozione di politiche razziali nei territori occupati.
Nel testo si fa riferimento anche a posizioni espresse in aula negli anni passati, che hanno contribuito ad alimentare un confronto acceso non solo sul piano politico ma anche culturale. Il nodo resta quello della definizione stessa del passato coloniale italiano e della sua eredità nel presente: un terreno su cui emergono visioni profondamente diverse.
Per Sinistra Progetto Comune, la discussione sulla toponomastica rappresenta un passaggio concreto attraverso cui le istituzioni possono prendere posizione, scegliendo quali figure e quali valori rendere visibili nello spazio urbano. Da qui la richiesta di affiancare a eventuali modifiche nominali anche un impegno più ampio sul piano educativo e culturale, a partire dalle scuole e dalle iniziative pubbliche dedicate alla memoria storica.
Il confronto resta aperto e destinato a proseguire nelle prossime settimane, tra proposte di revisione, richieste di approfondimento e un dibattito che, ben oltre il nome di una strada, chiama in causa il modo in cui una comunità decide di raccontare il proprio passato.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to