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Firenze, sanzionate due librerie per attività di somministrazione prevalente

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di Redazione

03/11/2025

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Le verifiche della Polizia Municipale e i provvedimenti della Direzione Attività Economiche: 5.000 euro di multa e stop all’attività abusiva

Controlli e violazioni nel centro storico

Due librerie del centro storico di Firenze sono state sanzionate per aver svolto in modo prevalente l’attività di somministrazione, pur essendo questa solo accessoria rispetto alla vendita di libri. I controlli della Polizia Municipale hanno accertato che gli spazi dedicati alla somministrazione – bar e aree ristoro – erano diventati di fatto l’attività principale dei locali, in violazione delle norme vigenti.

A seguito delle verifiche, la Direzione Attività Economiche e Turismo ha emesso due provvedimenti: una sanzione amministrativa di 5.000 euro per ciascun esercizio e il divieto di prosecuzione dell’attività abusiva di somministrazione.
Nel corso delle ispezioni sono emerse inoltre difformità nelle insegne, che pubblicizzavano la presenza del servizio bar all’esterno, contravvenendo al Regolamento Unesco, il quale vieta qualsiasi forma di promozione visibile di attività accessorie in area vincolata. Gli uffici comunali hanno quindi avviato i procedimenti per la dichiarazione di inefficacia della Scia Insegne e trasmesso la documentazione alla Polizia Municipale per l’applicazione delle ulteriori sanzioni pecuniarie.

Vicini: “Le librerie vanno tutelate, non snaturate”

Le librerie possono avere un piccolo spazio caffè, ma l’attività principale deve restare la vendita dei libri”, ha dichiarato Jacopo Vicini, assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Firenze. “La vendita di libri è vitale per la crescita culturale della comunità e per l’identità stessa della città. L’attività accessoria nasce per sostenere le librerie, non per aggirare il blocco delle licenze di somministrazione in area Unesco”.

Vicini ha sottolineato l’importanza dei controlli e delle sanzioni per preservare l’equilibrio tra commercio e tutela del patrimonio culturale: “Vogliamo che le librerie restino luoghi di cultura, non esercizi ibridi che perdono la loro funzione originaria. Le deroghe esistono per favorire la diffusione del libro, non per trasformare il centro in una zona di consumo diffuso”.

Il quadro normativo

Le librerie con attività di somministrazione sono regolate dalla legge regionale n. 62/2018, articolo 53, e rientrano tra le deroghe al blocco delle nuove licenze di somministrazione previsto per l’area Unesco. Tuttavia, le norme stabiliscono limiti precisi: le attrezzature destinate alla somministrazione non devono superare il 25% della superficie complessiva del locale, e non possono essere pubblicizzate all’esterno.
Il principio, spiegano dagli uffici comunali, è quello di garantire che la vendita dei libri resti il cuore dell’attività, evitando che le deroghe si trasformino in scorciatoie commerciali.

Con l’intervento delle ultime settimane, l’amministrazione ribadisce la volontà di tutelare l’identità culturale del centro storico, difendendo la rete delle librerie come presidi di conoscenza e socialità, ma nel rispetto rigoroso delle regole che disciplinano la convivenza tra cultura, economia e patrimonio urbano.

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