Firenze rilancia la cooperazione sanitaria in Ciad: missione a Doba per il centro disabili
25/03/2026
Firenze torna a investire con concretezza nella cooperazione internazionale e lo fa sostenendo un progetto sanitario che mette al centro le persone più fragili. La Città di Firenze ha infatti aderito e sostiene attivamente il progetto di cooperazione sanitaria per il Centro disabili “Lo Njia Tar” di Doba, in Ciad, iniziativa cofinanziata dalla Regione Toscana e supportata dal Centro di Salute Globale, con Asl Toscana Centro nel ruolo di capofila insieme a un’ampia rete di partner istituzionali e del volontariato. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
La missione si è svolta nei giorni scorsi e ha visto la presenza, rientrata da poco in Toscana, di una delegazione composta da Stefano Fusi, referente per la cooperazione internazionale dell’Asl Toscana Centro, Irene Bing, terapista, Giuseppina Guliacci, neuropsichiatra infantile, Sandra Calosi della Misericordia e Michele Morandi del Calcit di Barberino Tavarnelle. Durante il viaggio, il gruppo ha visitato il Centro disabili di Doba, struttura considerata un presidio essenziale per l’intera area, dedicata alla presa in carico di persone con disabilità motorie di origine neurologica, traumatica o congenita. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
Il progetto sanitario tra assistenza, formazione e sostegno alle famiglie
Il centro “Lo Njia Tar”, che in lingua locale significa “Mettersi in piedi”, rappresenta uno dei cardini del progetto sostenuto da Firenze e dai partner toscani. L’obiettivo non è limitato all’assistenza immediata, ma riguarda un percorso più ampio fatto di riabilitazione, formazione, scambio di competenze e costruzione di strumenti duraturi per accompagnare bambini, adulti e famiglie in un contesto segnato da forti difficoltà economiche e sociali. :contentReference[oaicite:4]{index=4}
Nel corso della missione sono state consegnate al sindaco di Doba, Misdongarti Nodjinan, e al vescovo della città, monsignor Martin Waingue Bani, due lettere della sindaca Sara Funaro, nelle quali viene ribadito l’impegno del Comune di Firenze nella solidarietà e nella cooperazione con la città e la diocesi di Doba. Un passaggio che conferma la volontà di mantenere il progetto su un piano concreto e continuativo, fondato su rapporti istituzionali stabili e non su iniziative episodiche. :contentReference[oaicite:5]{index=5}
Secondo quanto emerso durante la visita, il centro accoglie persone con disabilità in una realtà viva e preziosa, ma esposta a criticità significative, tra cui la carenza di personale specializzato e la limitata disponibilità di ausili e ortesi. Proprio per questo la missione ha avuto anche una funzione tecnica: condividere approcci e strumenti per la riabilitazione in età evolutiva e impostare basi operative per gli sviluppi futuri del progetto. :contentReference[oaicite:6]{index=6}
Una rete toscana in campo a Doba
Il valore dell’iniziativa si misura anche nella pluralità dei soggetti coinvolti. Oltre al Comune di Firenze e all’Asl Toscana Centro, partecipano al progetto la Misericordia e il Calcit di Barberino Tavarnelle, Coop Arca, il Lyons Club Montelibertas e il Centro Missionario Diocesano di Firenze. È una collaborazione che tiene insieme istituzioni pubbliche, mondo sanitario, realtà associative e volontariato, con l’obiettivo di costruire un intervento articolato e radicato nel tempo. :contentReference[oaicite:7]{index=7}
Durante la missione non è stato visitato soltanto il centro disabili. La delegazione ha raggiunto anche altre strutture sanitarie del territorio, tra cui l’Ospedale San Giuseppe di Bebdja e il dispensario di Bodo, presidio sanitario fondamentale per un’area molto ampia priva di servizi di base. La visita ha inoltre permesso di osservare da vicino le banche dei cereali nei villaggi di Bodo e Beboto, interventi che mostrano come la cooperazione venga letta in modo esteso, collegando salute, sicurezza alimentare e sviluppo locale. :contentReference[oaicite:8]{index=8}
Stefano Fusi ha sottolineato il valore personale e professionale del ritorno a Doba, ricordando come proprio lì sia iniziato il suo percorso di cooperazione con l’Africa. Ha parlato di condizioni di vita ancora molto difficili, soprattutto nelle aree rurali, e della necessità di un impegno forte da parte delle istituzioni internazionali per promuovere crescita e diritti fondamentali. La sindaca Sara Funaro ha invece insistito sul fatto che Firenze non si limita a un sostegno formale, ma prende parte a un lavoro che porta competenze, formazione e opportunità a comunità che ne hanno bisogno, mettendo al centro i bambini con disabilità e le loro famiglie. :contentReference[oaicite:9]{index=9}
Il prossimo passo: raccontare il progetto e costruire continuità
La missione in Ciad viene considerata un passaggio operativo importante, ma non conclusivo. Il prossimo obiettivo sarà infatti l’organizzazione di un incontro pubblico per raccontare nel dettaglio il progetto di cooperazione internazionale che vede il Comune di Firenze tornare in campo, a distanza di otto anni dall’ultima esperienza, e per discutere anche delle prospettive future, sia per il centro disabili sia per gli investimenti nelle banche dei cereali dei villaggi coinvolti. :contentReference[oaicite:10]{index=10}
Dal racconto dei partecipanti emerge con chiarezza un punto: la cooperazione, quando si traduce in presenza sul territorio, scambio di conoscenze e relazioni stabili, smette di essere un principio astratto e diventa uno strumento concreto di trasformazione. È su questa linea che Firenze ha scelto di muoversi di nuovo, puntando su un progetto che tiene insieme salute, dignità e autonomia in uno dei contesti più fragili del Ciad meridionale. :contentReference[oaicite:11]{index=11}
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to