Firenze celebra Berio: il Festival Suoni Riflessi dedica un doppio appuntamento al maestro e al dialogo con la musica contemporanea
di Redazione
14/11/2025
Nel centenario della nascita di Luciano Berio, il Festival Suoni Riflessi sceglie di rendere omaggio al compositore che più di ogni altro ha saputo mettere in relazione la tradizione popolare con l’innovazione linguistica della musica del Novecento. Un tributo che non si limita alla commemorazione, ma che invita a riflettere sull’eredità viva e operante della sua opera all’interno della creatività contemporanea.
Due giornate, sabato 15 e domenica 16 novembre, alla Sala Vanni di Firenze, che diventano un percorso di ascolto, confronto e approfondimento, dove la figura di Berio si intreccia con quella di Luca Antignani, compositore italiano residente a Parigi, tra i più sensibili interpreti del dialogo tra musica colta e memoria popolare.
“Ark” e “Folk Songs”: un dialogo tra passato e presente
Il cuore del programma sarà la prima esecuzione italiana di “Ark”, opera di Luca Antignani per dodici voci ed ensemble, prevista per domenica 16 novembre alle ore 18.
Un lavoro che, come i celebri “Folk Songs” di Berio, indaga il rapporto tra linguaggio musicale e tradizione orale, tra voce umana e racconto collettivo. Nelle intenzioni di Antignani, “Ark” rappresenta una sorta di arca sonora che raccoglie e trasforma i frammenti di culture lontane, restituendoli in una nuova dimensione timbrica e poetica.
L’esecuzione è affidata alla formazione vocale francese Musicatreize e all’Ensemble Suoni Riflessi, diretti da Roland Hayrabedian, direttore di grande esperienza e fine interprete del repertorio corale contemporaneo.
La scelta di affiancare “Ark” a “Folk Songs” non nasce da un semplice parallelo storico, ma da un’idea curatoriale precisa: mostrare come la ricerca di Berio — quella capacità di fondere musica colta e linguaggi popolari, sperimentazione e memoria — continui a generare nuove forme di espressione a distanza di decenni.
Un incontro per comprendere la genesi del progetto
Alla vigilia del concerto, sabato 15 novembre alle ore 18, la Sala Vanni ospiterà un incontro-concerto introduttivo, ideato come un momento di confronto diretto tra pubblico e artisti.
Interverranno Alberto Batisti, critico musicale e profondo conoscitore della musica contemporanea, il direttore Roland Hayrabedian, il compositore Luca Antignani, il direttore del festival Mario Ancillotti e i musicisti di Musicatreize e dell’Ensemble Suoni Riflessi.
L’incontro sarà arricchito da tracce musicali di Berio e Antignani, alternate a brani di tradizione popolare, per offrire una prospettiva più ampia sull’origine e sull’evoluzione del linguaggio musicale che lega le due epoche.
Un’occasione per ascoltare, discutere, osservare da vicino il processo creativo e capire come un’idea possa trasformarsi in suono attraverso il dialogo tra autori, interpreti e pubblico.
L’ingresso è simbolico — un biglietto di cortesia di un euro — a conferma della vocazione del festival a rendere la musica contemporanea accessibile e condivisa, lontana da ogni forma di elitismo.
Un festival che fa riflettere sull’ascolto
Con questa doppia serata, il Festival Suoni Riflessi conferma la propria identità di laboratorio sonoro, capace di unire ricerca, divulgazione e qualità artistica.
L’omaggio a Berio non si limita al repertorio, ma diventa occasione per interrogarsi su come la musica contemporanea possa ancora parlare al presente, rinnovando il legame con la tradizione e con la voce umana come strumento di memoria collettiva.
L’appuntamento con “Ark” e “Folk Songs” promette così un’esperienza di ascolto immersiva, dove passato e futuro si rispecchiano, suggerendo che ogni suono — per quanto nuovo — contiene sempre un’eco di ciò che siamo stati.
I biglietti per gli spettacoli sono già disponibili in prevendita sul sito ufficiale www.suoniriflessi.it.
Redazione