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Firenze, aperture straordinarie alla Cappella Corsini per ammirare da vicino i rilievi di Giovan Battista Foggini

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di Redazione

11/11/2025

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Lunedì 10 e 17 novembre, dalle 10 alle 13, la Chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze aprirà eccezionalmente le porte del cantiere di restauro della Cappella Corsini, offrendo al pubblico la possibilità di salire fino al primo piano del ponteggio e osservare da vicino i rilievi marmorei di Giovan Battista Foggini, uno dei massimi scultori del Barocco fiorentino, di cui ricorrono nel 2025 i trecento anni dalla morte.

Un’occasione unica tra restauro e storia barocca

L’iniziativa, con visite guidate gratuite e prenotazione obbligatoria, nasce dalla collaborazione tra il Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto, il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per Toscana, Marche e Umbria, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e la Fondazione MUS.E, con il supporto dei Musei Civici Fiorentini.
La Cappella Corsini, eretta per onorare la memoria di Sant’Andrea Corsini, unisce la grande pittura di Luca Giordano, autore degli affreschi della volta, al virtuosismo plastico di Giovan Battista Foggini, che realizzò tre monumentali rilievi marmorei dedicati alla vita del santo e il catafalco per le sue spoglie.

I tre capolavori marmorei accessibili al pubblico

Durante la visita sarà possibile ammirare da pochi passi i tre straordinari altorilievi, accompagnati dalle spiegazioni dei mediatori e dei restauratori.
Il primo, Sant’Andrea in gloria, sull’altare maggiore, fu eseguito con la collaborazione dello scultore tedesco Balthasar Permoser e rappresenta l’ascesa mistica del santo. Sulla parete sinistra, L’Apparizione della Madonna a Sant’Andrea Corsini racconta la sua prima messa, mentre sulla parete destra Sant’Andrea Corsini guida i fiorentini nella battaglia di Anghiari mostra il miracolo del santo a difesa della città, in una scena di straordinaria energia barocca.

Un’occasione rara per osservare da vicino la potenza narrativa e la delicatezza tecnica di un artista che seppe portare a Firenze la teatralità romana, rinnovando per sempre la scultura toscana del Seicento.

Le visite si terranno ogni mezz’ora, con obbligo di calzature comode e consapevolezza che si tratta di un cantiere aperto, privo di ascensori o montascale.

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