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Festival dell’Outsider Art e dell’Arte Irregolare: “Abitare i confini”

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di Redazione

08/10/2025

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Dal 9 al 12 ottobre, San Salvi – l’ex manicomio di Firenze oggi trasformato in un polo culturale di grande vitalità – ospita la decima edizione del Festival dell’Outsider Art e dell’Arte Irregolare, un appuntamento che nel corso degli anni si è consolidato come spazio privilegiato per chi cerca nell’arte una voce libera, capace di esprimersi senza vincoli accademici o logiche di mercato.

Questa edizione porta con sé un tema denso di significati, “Abitare i confini”, ispirato al pensiero di Padre Ernesto Balducci, teologo e intellettuale impegnato nella difesa della dignità umana. Una riflessione che diventa chiave di lettura per avvicinarsi a opere nate ai margini, lontane dai percorsi ufficiali ma straordinariamente potenti nella loro autenticità.

Un laboratorio culturale nato ai margini

Il Festival, ideato dal Comitato Nobel per i Disabili insieme al Dipartimento di Salute Mentale di Bologna, ha avuto sin dall’inizio l’obiettivo di dare visibilità a forme artistiche che trovano nella necessità espressiva il loro motore principale. San Salvi diventa così un laboratorio collettivo in cui si incontrano artisti, operatori culturali, studiosi e cittadini, creando un tessuto di esperienze che intreccia arte, salute mentale e inclusione sociale.

Negli spazi che un tempo erano simbolo di esclusione e marginalità, oggi risuonano voci nuove: performance teatrali, proiezioni cinematografiche, talk, mostre e laboratori restituiscono vitalità a un luogo che diventa esso stesso parte della narrazione, memoria viva e scenario di trasformazione.

Un programma ricco tra arte, cinema e teatro

L’edizione 2025, inserita nel progetto TOSCANAINCONTEMPORANEA della Regione Toscana, propone quattro giornate dense di appuntamenti. Le mostre raccolgono opere di artisti outsider italiani e internazionali, affiancate da installazioni e performance pensate per dialogare con gli spazi di San Salvi. Il cinema trova spazio con proiezioni dedicate a storie di creatività non convenzionale, mentre i convegni e i talk offrono momenti di approfondimento sul valore sociale ed estetico dell’arte irregolare.

Tra i padiglioni dei Chille de la balanza, de La Tinaia e della Società della Ragione, il pubblico potrà sperimentare percorsi diversi, passando dall’osservazione delle opere al coinvolgimento diretto nei laboratori, in un clima che mescola rigore critico e spontaneità creativa.

Il Festival si conferma così non solo come rassegna artistica, ma come luogo di incontro e scambio, dove le barriere tra autore e spettatore, tra centro e periferia, si fanno più labili, lasciando spazio a un dialogo che attraversa i confini e li trasforma in zone di possibilità.

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