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Empoli ricorda Falco, Ceravolo e Rocca: 51 anni dopo l’attentato

26/01/2026

Empoli ricorda Falco, Ceravolo e Rocca: 51 anni dopo l’attentato

A Empoli il 24 gennaio 2026 la Polizia di Stato ha rinnovato il ricordo del Brigadiere Leonardo Falco e degli Appuntati Giovanni Ceravolo e Arturo Rocca, medaglie d’oro al Merito Civile e vittime del terrorismo, nel 51° anniversario dell’attentato avvenuto il 24 gennaio 1975. La commemorazione si è svolta con una scansione sobria e rigorosa, fatta di gesti istituzionali e di silenzi che, in certe ricorrenze, hanno più peso delle parole.

La cerimonia al Commissariato: la corona e il “Silenzio di Ordinanza”

Il momento centrale della mattina si è aperto presso il Commissariato di Empoli, dove il Questore della provincia di Firenze, insieme al Prefetto Francesca Ferrandino, ai familiari delle vittime e al Sindaco, ha deposto una corona di alloro a nome del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza. La deposizione è stata accompagnata dall’esecuzione del Silenzio di Ordinanza, alla presenza delle autorità civili e militari e della sezione locale dell’ANPS. Il Cappellano provinciale della Polizia di Stato, Monsignor Luigi Innocenti, ha guidato un breve momento di raccoglimento, inserendo la memoria nel registro più semplice e più netto: quello della preghiera e della vicinanza umana.

Dal Santuario alla pietra d’inciampo: memoria pubblica e memoria urbana

La seconda parte della giornata si è svolta al Santuario della Madonna del Pozzo, con la Santa Messa in suffragio. Al termine della celebrazione, il Questore Fausto Lamparelli ha rivolto ai familiari un saluto partecipato, sottolineando come la presenza delle istituzioni rappresenti una riconoscenza concreta per il sacrificio di servitori dello Stato che, in un contesto segnato dalla violenza politica, pagarono con la vita il proprio dovere.

La chiusura della commemorazione in viale Boccaccio, con la deposizione di fiori sulla pietra d’inciampo e nei pressi della targa che ricorda il luogo dell’attentato, ha riportato il ricordo dentro la città quotidiana: un punto preciso, attraversato ogni giorno da residenti e studenti, che diventa “luogo della coscienza” e richiama, senza enfasi, ciò che accadde il 24 gennaio 1975 durante un’azione di polizia conclusa in tragedia. È anche in questo passaggio, dalla cerimonia formale alla traccia nello spazio urbano, che la memoria smette di essere rito e resta, in modo ostinato, responsabilità collettiva.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to