Donazione del sangue e legalità: a Empoli un incontro con gli studenti nel segno della memoria
19/03/2026
Un messaggio che unisce memoria, impegno civile e solidarietà ha attraversato l’incontro promosso nell’ambito del progetto “Dal Sangue Versato al Sangue Donato”, nato dal protocollo d’intesa firmato l’8 settembre 2023 tra DonatoriNati e l’associazione Quarto Savona Quindici. Un’iniziativa che mette in relazione due dimensioni apparentemente lontane – il sacrificio delle vittime delle mafie e la cultura della donazione del sangue – trovando un punto di contatto nel valore della responsabilità verso gli altri.
La presenza di Tina Montinaro, fondatrice dell’associazione Quarto Savona Quindici e moglie dell’agente Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, ha conferito all’evento un significato particolare, trasformando il racconto in testimonianza diretta.
Educazione civica e cultura della donazione
Al centro dell’iniziativa, il coinvolgimento delle giovani generazioni. Studentesse e studenti del territorio empolese hanno partecipato a un momento di confronto che ha messo in evidenza il ruolo della scuola come spazio privilegiato per la costruzione di una coscienza civica consapevole.
Pierluciano Mennonna, presidente di DonatoriNati Toscana, ha sottolineato la necessità di offrire ai giovani motivazioni autentiche, capaci di rafforzare la cultura della donazione del sangue, già radicata tra le forze dello Stato come Polizia e Vigili del fuoco. L’obiettivo è rendere i ragazzi protagonisti di un percorso che unisce solidarietà e senso di appartenenza alla comunità.
La donazione viene presentata non solo come gesto sanitario, ma come atto di partecipazione civile, in grado di incidere concretamente sulla vita delle persone e di contribuire a un sistema sociale più coeso.
Memoria, sacrificio e impegno contro la mafia
Le parole di Tina Montinaro hanno riportato l’attenzione sul significato più profondo dell’iniziativa. Trasmettere alle nuove generazioni il senso del dovere e dei valori di legalità che hanno guidato uomini dello Stato come Antonio Montinaro rappresenta il cuore del progetto.
Il riferimento alla strage in cui perse la vita il caposcorta di Falcone non resta confinato alla dimensione del ricordo, ma diventa strumento educativo, capace di trasformare il dolore in consapevolezza e impegno. Un passaggio che trova continuità nel lavoro delle associazioni e nelle attività di sensibilizzazione rivolte ai giovani.
All’incontro ha partecipato anche il Questore della provincia di Firenze, Fausto Lamparelli, che ha richiamato il valore della memoria come elemento fondativo di una società più giusta, ricordando il significato di quel tragico evento e la forza della risposta civile che ne è seguita, con la nascita e il rafforzamento del movimento antimafia.
Il confronto con gli studenti ha rappresentato il momento conclusivo dell’iniziativa, offrendo uno spazio di dialogo diretto in cui esperienze, domande e riflessioni hanno trovato un terreno comune, tra memoria storica e responsabilità individuale.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to