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Consiglio di Stato: sì all’uso temporaneo degli studentati come ostelli, ma con limiti stringenti

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di Redazione

01/10/2025

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Confermata la linea del Comune di Firenze: massimo 60 giorni e obbligo del mese di agosto

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso in appello presentato da due studentati contro il Comune di Firenze, confermando le sentenze già emesse dal TAR Toscana. La decisione chiarisce definitivamente che gli immobili destinati ad alloggi per studenti universitari possono essere trasformati in ostelli solo in forma temporanea e con regole molto precise.

Si tratta di un utilizzo che, per natura, non può essere considerato permanente. Ogni anno deve essere presentata una nuova Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), che deve rispettare la disciplina urbanistica vigente al momento della richiesta. Non basta dunque una comunicazione generica o valida per più anni: l’autorizzazione è sempre legata al quadro normativo in corso e richiede un confronto puntuale con le regole stabilite dal Piano Operativo comunale.

Le condizioni stabilite: massimo 60 giorni e agosto obbligatorio

Il regolamento oggi in vigore stabilisce che la destinazione d’uso temporanea degli studentati ad attività di ostello non possa superare i 60 giorni all’anno, e che all’interno di questo periodo sia obbligatoriamente compreso il mese di agosto. Una prescrizione pensata per bilanciare le esigenze delle strutture ricettive con la tutela della funzione primaria degli studentati, che restano a servizio degli studenti universitari per la maggior parte dell’anno.

La sentenza del Consiglio di Stato rappresenta quindi un punto fermo: anche per quegli immobili che, con precedenti strumenti urbanistici, avevano ottenuto possibilità più ampie di utilizzo come ostello, valgono ora le regole più restrittive. Il Comune di Firenze ha così visto riconosciuta la legittimità del proprio operato, con l’obiettivo di preservare l’equilibrio urbano e garantire che la destinazione principale degli studentati non venga snaturata.

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