Come arredare un ufficio open space: armonia, produttività e comfort condiviso
di Redazione
05/11/2025
Arredare un ufficio open space è una sfida che va oltre la semplice disposizione di scrivanie e sedute. È un esercizio di equilibrio tra estetica e funzionalità, tra collaborazione e concentrazione. Lo spazio aperto nasce per favorire il dialogo, ma se non è progettato con intelligenza può generare confusione, rumore e mancanza di privacy. Creare un ambiente piacevole, ben organizzato e coerente con l’identità aziendale significa saper leggere i bisogni di chi lo vive e tradurli in forma, luce e proporzione.
La filosofia dell’open space
L’open space nasce come idea di condivisione: eliminare le barriere per favorire il contatto umano, la circolazione delle idee e la trasparenza. Ma non basta rimuovere pareti per ottenere un ambiente produttivo. Ogni elemento — dalla disposizione dei mobili all’acustica, dall’illuminazione alla scelta dei materiali — deve contribuire a creare equilibrio.
La prima domanda da porsi non è “quante scrivanie servono?”, ma “che tipo di lavoro si svolge qui?”. Un’azienda creativa avrà bisogno di spazi fluidi e colorati, una società di consulenza preferirà ordine, discrezione e tonalità neutre. La coerenza con la cultura aziendale è la base su cui costruire il progetto.
La distribuzione dello spazio
Il cuore dell’arredo di un open space è la disposizione. Lo spazio deve essere aperto ma non dispersivo, dinamico ma leggibile. L’obiettivo è creare un percorso naturale che guidi i movimenti senza rigidità.
È utile immaginare lo spazio diviso in zone funzionali:
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area operativa, dove si concentrano le postazioni di lavoro;
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area collaborativa, con tavoli alti o poltroncine per riunioni veloci;
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zona relax, per le pause brevi;
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spazio riservato, con cabine o pod acustici per telefonate o concentrazione individuale.
L’errore più comune è disporre tutte le scrivanie in file identiche. La monotonia visiva stanca e limita la percezione di libertà. Una disposizione alternata, con isole di lavoro, angoli verdi e percorsi liberi, restituisce vitalità e comfort.
Arredi modulari e proporzioni
La parola d’ordine nell’arredare un ufficio open space è flessibilità. Gli arredi modulari permettono di riconfigurare lo spazio in base alle esigenze, senza interventi strutturali. Le scrivanie regolabili in altezza, le pareti mobili, i pannelli divisori fonoassorbenti sono strumenti che migliorano la vivibilità.
Le proporzioni vanno sempre calibrate: scrivanie troppo grandi occupano eccessivo spazio visivo, mentre arredi troppo piccoli danno un’impressione di precarietà. È meglio mantenere una distanza minima di 120 cm tra le postazioni per garantire libertà di movimento e rispetto della privacy.
Le sedie ergonomiche sono un investimento imprescindibile: schienale regolabile, supporto lombare e materiali traspiranti migliorano postura e concentrazione. Anche i piani di lavoro vanno scelti con attenzione: materiali opachi, resistenti e facili da pulire, preferibilmente in tonalità neutre.
Colori e materiali
L’ambiente visivo influenza in modo diretto l’energia del gruppo. I colori neutri — bianco, grigio chiaro, sabbia — creano una base rilassante, mentre accenti più decisi come blu, verde salvia o giallo ocra possono essere introdotti in alcune zone per stimolare creatività e vitalità.
I materiali devono essere durevoli ma accoglienti. Il legno, usato nei dettagli o nei piani, porta calore e naturalezza; il metallo verniciato, se usato con equilibrio, aggiunge rigore contemporaneo. L’importante è non mescolare troppi elementi diversi: l’armonia nasce dalla ripetizione coerente di pochi materiali ben scelti.
Per rendere lo spazio più “vivo”, inserire piante verdi — non solo come decorazione, ma come veri strumenti di benessere. Le piante assorbono rumore, purificano l’aria e introducono una dimensione di calma visiva che aiuta a concentrarsi.
L’acustica: il silenzio che serve
Uno dei problemi più comuni dell’open space è il rumore. Telefoni, conversazioni, tastiere, stampanti: un sottofondo costante che, nel tempo, riduce la capacità di concentrazione. La soluzione non è separare, ma assorbire.
I pannelli fonoassorbenti — a parete, a soffitto o sospesi sopra le scrivanie — riducono le onde sonore e migliorano il comfort acustico. Anche i materiali morbidi come tappeti a basso spessore, tende spesse e divisori in feltro aiutano a contenere il riverbero.
Gli spazi “morbidi”, con divani, poltrone o pareti rivestite in tessuto, funzionano come zone di decompressione sonora dove il rumore si spegne naturalmente.
L’importanza della luce
La luce è la vera regia dell’open space. Senza una corretta progettazione illuminotecnica, anche il miglior arredo perde valore. La luce naturale va sfruttata al massimo: le scrivanie devono essere orientate parallelamente alle finestre, evitando riflessi diretti sugli schermi.
La luce artificiale deve bilanciare temperatura e intensità. Le lampade a LED a luce neutra (circa 4000K) garantiscono visibilità senza affaticare la vista. L’ideale è alternare fonti dirette per le postazioni di lavoro e diffuse per le aree comuni.
Una luce calda (3000K) può essere riservata alle zone relax o lounge, per creare un’atmosfera più informale.
Le lampade sospese con design minimale o i pannelli a incasso mantengono pulizia visiva e distribuiscono uniformemente la luce. L’illuminazione deve integrarsi nell’arredo, non dominarlo.
Tecnologia e connessioni invisibili
L’efficienza di un open space moderno dipende anche dalla tecnologia. Le scrivanie devono essere dotate di prese integrate, passacavi e connessioni nascoste per mantenere ordine e funzionalità.
La connettività wireless riduce l’ingombro e rende lo spazio più flessibile. Anche i sistemi di controllo della luce e della temperatura automatizzati migliorano il comfort e riducono i consumi energetici.
Le sale riunioni o le zone collaborative devono essere attrezzate con schermi condivisi, lavagne digitali o monitor mobili, in modo da favorire la presentazione e la condivisione delle idee senza interrompere il flusso del lavoro.
Zone informali e identità aziendale
L’ufficio open space non è solo luogo di produttività, ma anche di relazione. Le aree informali — una cucina condivisa, un angolo lounge, una zona caffè — rafforzano il senso di appartenenza e stimolano la creatività.
Anche l’estetica contribuisce all’identità. L’uso del colore aziendale nei dettagli, grafiche murali o arredi su misura rafforza la coerenza visiva e comunica i valori del brand.
Un open space ben progettato non deve sembrare un ambiente neutro, ma un’estensione della cultura aziendale. Ogni scelta — dal tipo di sedia al tono della luce — racconta come l’azienda si prende cura delle persone che vi lavorano.
Ergonomia e benessere quotidiano
Il design dell’ufficio moderno non può prescindere dal benessere fisico. Sedute ergonomiche, scrivanie regolabili e una corretta distanza visiva tra monitor e sguardo riducono l’affaticamento.
Ma il benessere è anche psicologico: la possibilità di cambiare posizione, spostarsi, trovare un luogo più silenzioso o più luminoso durante la giornata aiuta la mente a restare attiva e serena.
Gli spazi verdi interni o i materiali naturali (legno, cotone, lana) hanno un effetto calmante e contribuiscono a una percezione di “comfort sensoriale”, fondamentale per chi trascorre molte ore nello stesso ambiente.
Open space come ecosistema di relazioni
Un open space ben arredato non è un grande contenitore di persone, ma un ecosistema. Tutto deve essere progettato per favorire equilibrio tra concentrazione individuale e collaborazione.
L’architettura interna, la luce, i materiali e il suono diventano strumenti per costruire relazioni più fluide, creative e rispettose.
Quando ogni elemento è pensato con misura — senza eccessi, senza rigidità — l’ambiente si trasforma: non è più un luogo di lavoro nel senso tradizionale, ma uno spazio di esperienza. E chi lo abita lo percepisce non come un obbligo quotidiano, ma come un luogo che accoglie, sostiene e ispira.
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