Borgo San Lorenzo apre uno sportello per dipendenze e gioco d’azzardo: un accesso semplice al percorso di cura
di Redazione
09/10/2025
Un punto di ascolto sobrio, non medicalizzato, nato per abbattere esitazioni e burocrazie: a Borgo San Lorenzo è operativo da alcuni mesi lo sportello dedicato al disturbo da gioco d’azzardo e alle dipendenze, gestito da educatori professionali e assistenti sociali in stretta relazione con il SerD locale. L’obiettivo è chiaro: facilitare l’ingresso delle persone in un percorso di cura, con tempi rapidi e indirizzi affidabili, costruendo nel contempo una rete territoriale più consapevole.
Come funziona lo sportello: orari, contatti, luogo
Lo sportello ha sede al Centro Giovanile del Mugello, in Corso Matteotti 216°, uno spazio volutamente riconoscibile come luogo di accoglienza e non come ambulatorio, per mettere a proprio agio chi chiede aiuto. L’accesso avviene su appuntamento il mercoledì (11–13) e a sportello il giovedì (16–18). Per prenotare un colloquio o chiedere informazioni: [email protected], 335 14 49 148 (anche WhatsApp).
Il servizio è animato da équipe qualificate che curano l’orientamento: dall’ascolto iniziale alla valutazione del bisogno, fino all’invio — quando necessario — ai servizi sanitari e sociali competenti. La collaborazione con il SerD di Borgo San Lorenzo assicura continuità assistenziale; Associazione Progetto Arcobaleno e Cooperativa Rete Sviluppo sono partner operativi del progetto, con il supporto della Società della Salute Mugello.
“Scommettiamo sul Mugello”: prevenzione, comunità, presa in carico
Lo sportello rientra nel programma “Scommettiamo sul Mugello”, percorso che negli ultimi anni ha investito su informazione, formazione e prevenzione, coinvolgendo scuole, associazioni, esercizi pubblici, parrocchie e gruppi sportivi. L’impostazione è nitida: intercettare precocemente i segnali di difficoltà, ridurre lo stigma che ancora circonda il gioco patologico e aprire vie di accesso semplici e discrete ai servizi.
Nel disturbo da gioco d’azzardo, la richiesta d’aiuto arriva spesso tardi, quando si sommano danni economici, conflitti familiari, ansia e isolamento. Collocare lo sportello in un luogo “civile” e non sanitario, presidiare orari compatibili con lavoro e cura dei figli, offrire canali digitali per un primo contatto: sono scelte che abbassano la soglia d’ingresso e rendono più concreta la possibilità di una presa in carico efficace.
La dimensione di comunità completa il disegno. Accanto al lavoro clinico e sociale, il progetto prevede azioni pubbliche di sensibilizzazione rivolte a tutta la cittadinanza — serate informative, sportelli itineranti, materiali ad hoc per esercenti e associazioni — così da allargare lo sguardo dalle singole biografie al contesto che può proteggere o esporre. Più il territorio riconosce il problema, più rapidamente attiva anticorpi, dai comportamenti personali alla capacità di indirizzare chi è in difficoltà.
Il messaggio è semplice, e per questo potente: chiedere aiuto è possibile, e viene preso sul serio. Per chi vive direttamente il disturbo o per familiari e amici che cercano una strada meno impastata di giudizi e più ricca di soluzioni, lo sportello di Borgo San Lorenzo offre un primo passo concreto, immediatamente praticabile, verso la cura.
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