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All’Annunziata due iniziative per l’(H) Open Day Onda: colloqui su prenotazione e un incontro pubblico sulla salute mentale in ospedale

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di Redazione

09/10/2025

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L’ospedale Santa Maria Annunziata aderisce alla Giornata mondiale della Salute Mentale promossa da Onda con un doppio appuntamento pensato per avvicinare cittadini e professionisti, sciogliere dubbi e offrire opportunità concrete di confronto. Due formati complementari — un incontro aperto e colloqui individuali con psicologi — per intercettare bisogni diversi e trasformare la ricorrenza del 10 ottobre in un’occasione utile, non di circostanza.

Un incontro per pazienti e famiglie: cosa aspettarsi e come partecipare

Martedì 14 ottobre, dalle 11 alle 12.30, l’aula dell’Annunziata ospita l’incontro “Supporto psicologico alla persona malata e ai suoi familiari nei percorsi di cura ospedalieri”. Interverranno Alessandro Toccafondi, Claudio Bartolozzi e Sabrina Buracchi, medici che quotidianamente accompagnano pazienti e caregiver dentro itinerari clinici complessi. Non una lezione frontale, ma uno spazio in cui mettere a fuoco i passaggi critici dell’esperienza di malattia: dall’impatto della diagnosi all’organizzazione della vita familiare, dalla gestione dell’ansia al dialogo con l’équipe, fino ai segnali che suggeriscono di chiedere un sostegno psicologico strutturato.

Aprire questo confronto dentro l’ospedale ha un valore simbolico forte: significa riconoscere che la qualità delle cure passa anche dalla salute emotiva, che il carico psicologico non è un accessorio e che pazienti e familiari hanno diritto a parole chiare, strumenti e alleanze per affrontare le fasi più faticose.

Colloqui individuali con gli psicologi: tempi, prenotazioni, modalità

Giovedì 16 ottobre, dalle 10 alle 13, sono programmati colloqui individuali con psicologi dell’Annunziata. L’accesso avviene solo su prenotazione scrivendo a [email protected]; nella risposta e-mail saranno indicati luogo e istruzioni pratiche. I colloqui sono pensati come primo punto di ascolto: consentono di raccontare la propria situazione, valutare insieme bisogni e priorità, ricevere orientamento su eventuali percorsi di presa in carico o su risorse territoriali utili.

L’impostazione è sobria e concreta: tempi certi, contesto riservato, professionisti dedicati. Un modo per abbassare la soglia d’accesso e dare rapidità ai primi passi, quando chiedere aiuto è più difficile e la tentazione di rimandare può scavare solitudini.

Negli stessi giorni, il presidio — diretto da Elettra Pellegrino — prosegue la propria attività di promozione della salute mentale con iniziative che dialogano con la comunità. Da ultimo, l’incontro con i volontari di Restarters Firenze ha mostrato come pratiche di riuso e riparazione possano trasformarsi in strumenti educativi e relazionali: vedere “ripartire” un oggetto è anche un’esperienza emotiva che aiuta a ricucire fiducia e senso di efficacia, elementi che contano quando si attraversano fragilità.

Il filo rosso è la vicinanza: portare competenze cliniche, ascolto e informazione dove le persone vivono la cura, dentro i reparti e nei luoghi di passaggio dell’ospedale. Perché la salute mentale, nell’Annunziata, non è un capitolo a margine, ma una dimensione che attraversa tutte le storie di malattia e guarigione.

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