Addio a Raffaello Paloscia, maestro del giornalismo sportivo fiorentino
di Redazione
03/11/2025
L’Associazione Stampa Toscana e il Gruppo Giornalisti Sportivi Toscani ricordano una figura leggendaria della cronaca sportiva, simbolo di stile e passione
Un maestro di eleganza e misura nella narrazione dello sport
A 97 anni si è spento Raffaello Paloscia, uno dei volti più autorevoli e amati del giornalismo sportivo italiano. L’Associazione Stampa Toscana, con il presidente Sandro Bennucci, e il Gruppo Toscano Giornalisti Sportivi, guidato da Franco Morabito, ne piangono la scomparsa con profonda commozione, stringendosi alla moglie Annamaria e ai figli Alberto e Fulvio, quest’ultimo collega de la Repubblica.
Paloscia ha rappresentato per decenni il modello più autentico del cronista sportivo: asciutto nello stile, misurato nel giudizio, capace di raccontare lo sport con rigore e leggerezza, senza mai indulgere nella polemica o nella ricerca della battuta a effetto. La sua carriera si è intrecciata indissolubilmente con la storia della Fiorentina, di cui ha narrato le stagioni più gloriose, dagli scudetti del 1955-56 e del 1968-69 alle grandi avventure europee, fino alle epoche di Antognoni, Baggio, Batistuta e Toni.
Nato a Urbino nel 1928, Paloscia iniziò a scrivere giovanissimo per il Corriere dello Sport. Nel 1950 fu chiamato da Giordano Goggioli a La Nazione, dove contribuì a creare un format innovativo per l’epoca: il “giornale del lunedì”, una sezione interamente sportiva che anticipava i moderni supplementi tematici. Da quella redazione, che guidò per molti anni, uscirono firme che segnarono la storia del giornalismo toscano, come Sandro Picchi e Giampiero Masieri.
Una vita dedicata alla Fiorentina e alla passione sportiva
Il suo nome resta legato in modo indissolubile alla cronaca viola: dai campioni di Fulvio Bernardini, amico personale al punto da ispirargli il nome del figlio, ai protagonisti delle generazioni successive. La sua voce ha accompagnato tifosi e lettori in quasi settant’anni di sport raccontato con competenza, ironia e una sensibilità rara, frutto di una cultura solida e di un profondo rispetto per i protagonisti del campo.
Collaboratore di testate prestigiose come Stadio e il Corriere della Sera, Paloscia non smise di raccontare lo sport neppure dopo aver lasciato La Nazione, divenendo una presenza fissa nei talk show televisivi e nei dibattiti sportivi, sempre riconoscibile per il tono pacato e l’autorevolezza del pensiero. Nel 2023, nel giorno del suo novantacinquesimo compleanno, ricevette la Penna d’Oro dell’Associazione Stampa Toscana ed entrò nella Hall of Fame del Museo Fiorentina, onorato da colleghi e campioni. Durante quella cerimonia, Gianluigi Buffon gli rivolse un semplice ringraziamento: “Grazie per quello che hai fatto”.
La camera ardente a Palazzo Sacrati Strozzi
Su iniziativa del presidente della Regione Eugenio Giani e della capo di gabinetto Cristina Manetti, la camera ardente sarà allestita nella Sala Pegaso di Palazzo Sacrati Strozzi. Un gesto che l’Associazione Stampa Toscana e l’Ussi Toscana hanno voluto ringraziare pubblicamente, riconoscendovi un omaggio non solo al giornalista, ma a un simbolo della memoria sportiva fiorentina e nazionale.
“Grazie, Raffaello – scrivono i colleghi – per ciò che hai raccontato, per l’esempio di stile e per l’amore che hai saputo trasmettere a chi crede nel giornalismo come servizio e come arte del racconto”.
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