A Solliccianino una partita che unisce: quando lo sport diventa ponte umano
di Redazione
19/11/2025
Nel tempo sospeso che caratterizza la vita di un istituto penitenziario, l’ingresso di un pallone e il ritmo di una partita possono generare qualcosa di sorprendentemente semplice e, allo stesso tempo, profondamente significativo. Sabato 29 novembre, alle 10, la Casa circondariale “Gozzini” di Firenze ospiterà una partita benefica tra i giornalisti sportivi dell’Ussi Toscana e una rappresentativa di detenuti formata grazie al lavoro degli operatori Uisp. Un incontro che, come ormai accade da anni in prossimità del Natale, trasforma lo sport in occasione di dialogo e di reciproca riconoscenza.
Un appuntamento che nasce dal desiderio di incontro
Per molti dei giornalisti coinvolti – diversi appartenenti alla redazione regionale Rai – varcare i cancelli del Gozzini non è un gesto nuovo. Hanno già vissuto l’esperienza del campo di Sollicciano e ne hanno conservato un ricordo che va oltre l’aspetto sportivo, perché dentro un carcere una partita non è mai soltanto una partita. È un modo per restituire dignità attraverso un gesto semplice, che parla di ascolto, di presenza e di possibilità. L’Ussi Toscana e l’Uisp organizzano l’evento in collaborazione con la direzione dell’istituto e con il sostegno del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, inserendolo nel percorso di attività sociali e sportive che Ussi porta avanti per testimoniare attenzione verso chi vive situazioni di fragilità.
Prima del fischio d’inizio ci sarà un momento di confronto che coinvolgerà, tra gli altri, il direttore del Gozzini Vincenzo Tedeschi, il presidente dell’Associazione Stampa Toscana Sandro Bennucci, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana Giampaolo Marchini, il presidente Ussi Toscana Franco Morabito, insieme ai rappresentanti delle istituzioni sportive locali. Un’occasione per ribadire, con parole diverse ma con un intento comune, che il carcere può diventare luogo di relazione e non solo di reclusione.
Lo sport come strumento educativo e opportunità concreta
Le voci di chi lavora ogni giorno dentro queste strutture aiutano a comprendere il valore di un evento come questo. Gabriella Bruschi, presidente Uisp Firenze, ricorda il lungo percorso costruito negli anni all’interno delle carceri fiorentine: dal Gozzini a Sollicciano, fino al carcere minorile. Attività fisica adattata, corsi di ginnastica, tennis tavolo, allenamenti mirati, ma anche eventi simbolici come Vivicittà, la corsa podistica organizzata dentro le mura del penitenziario. Tutte iniziative pensate non per riempire il tempo, ma per creare un ponte tra la vita detentiva e il tessuto sociale cittadino.
Un ponte che può trasformarsi in opportunità reale, come ricorda Marco Ceccantini, presidente Uisp Toscana: attraverso lo sport si imparano le regole, la convivenza, la gestione dei conflitti. E soprattutto si può intravedere un futuro diverso, perché non mancano esempi concreti di percorsi conclusi con un inserimento lavorativo stabile. È il caso di un ex detenuto oggi assunto a tempo indeterminato nelle strutture Uisp, risultato di un impegno costante che dimostra quanto lo sport possa diventare parte integrante di un percorso di riscatto.
La partita del 29 novembre si inserisce quindi in un quadro più ampio, che considera l’attività sportiva non come svago ma come strumento educativo, terapeutico e sociale. L'iniziativa mette al centro il valore del contatto umano, della condivisione e della responsabilità, restituendo allo sport quella funzione originaria di luogo in cui ci si riconosce, ci si confronta e si costruisce, anche solo per novanta minuti, un territorio comune.
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