A Rifredi “Antigone” torna al fronte: il film di Giovanni Brancale all’SMS
21/01/2026
All’SMS di Rifredi, in via Vittorio Emanuele II n. 303, arriva “Sulle tracce di Antigone”, film di Giovanni Brancale che prende la tragedia di Sofocle e la sposta dove la parola “legge” smette di essere un concetto astratto. L’inizio della proiezione è fissato per le ore 18. L’ingresso è libero, riservato ai soci ARCI.
Brancale rilegge Antigone nel punto esatto in cui la Storia italiana si è fatta più ruvida: l’estate del 1944, il momento dello sfondamento della Linea Gotica da parte degli Alleati sull’Appennino tosco-romagnolo. La scelta non è solo narrativa, è quasi topografica: la pellicola è stata girata negli stessi luoghi evocati dal racconto, come se le pietre e i crinali avessero ancora memoria di quei passaggi.
Antigone, 1944: quando la tragedia diventa paesaggio
Il film mette in scena un cortocircuito consapevole: un testo nato più di 2500 anni fa incontra un contesto in cui la guerra non è un’idea, ma una presenza quotidiana che segna i corpi, le famiglie, le case. La Linea Gotica non diventa uno sfondo neutro, bensì un dispositivo morale: in quel tipo di mondo, scegliere “cosa è giusto” non coincide quasi mai con scegliere “cosa è consentito”.
L’operazione di Brancale non sembra puntare alla ricostruzione storica come fine a se stessa. Piuttosto, usa il 1944 per rendere leggibile la ferita centrale di Antigone: il conflitto fra umanità e norma, fra dignità e potere. È un contrasto che, spostato in un’estate di guerra, acquista un peso specifico diverso: le regole si irrigidiscono, i confini morali si confondono, l’obbedienza diventa spesso una scorciatoia emotiva.
Un incontro con regista e critico: dialogo dopo la proiezione
La serata prevede anche un momento di confronto: interverranno il regista Giovanni Brancale e il critico cinematografico Giovanni Bogani. La presenza di entrambi suggerisce un doppio binario: da un lato la genesi dell’opera, dall’altro una lettura più ampia sul linguaggio del film e sul modo in cui un classico, oggi, può essere messo alla prova senza essere imbalsamato.
In tempi in cui “guerra” e “pace” tornano a occupare le conversazioni pubbliche con un’intensità che non lascia indifferenti, una riscrittura di Antigone ambientata nel 1944 porta con sé una domanda semplice e scomoda: cosa resta della pietà quando la legge pretende di parlare con voce assoluta?
Articolo Precedente
Firenze, rinnovata la convenzione per lo sportello legale gratuito nei quartieri
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to