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A Palazzo Vecchio i 50 anni di Amnesty International Italia: mezzo secolo di lotte per la dignità umana

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di Redazione

17/10/2025

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Nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, si è celebrato un anniversario che va oltre la ricorrenza: i cinquant’anni di Amnesty International Italia, un traguardo che racconta la storia di un movimento capace di tenere viva, con ostinazione e coraggio, la battaglia per i diritti umani in un mondo in continuo mutamento. L’incontro, dal titolo emblematico “50 anni di lotte per i diritti umani”, è stato un momento di confronto e riflessione sul cammino dell’associazione e sulle nuove sfide che attendono chi difende la libertà e la dignità di ogni persona.

La voce delle istituzioni e delle battaglie civili

Alla cerimonia hanno preso parte Cosimo Guccione, presidente del Consiglio comunale di Firenze, Stefania Collesei, presidente della Commissione Pari opportunità, Pace, Diritti umani, Relazioni internazionali e Immigrazione, e Alba Bonetti, presidente della sezione italiana di Amnesty International. Insieme a loro, attivisti e difensori dei diritti umani provenienti da diversi contesti di lotta: tra gli altri, Sanaz Parto del Movimento Donna Vita Libertà Firenze, la mediatrice e attivista iraniana Parisa Nazari, e il giornalista e attivista saharawi Mohamed Dihani.
L’incontro, moderato dal giornalista Riccardo Michelucci de L’Avvenire, ha messo in luce non solo la dimensione globale delle battaglie di Amnesty, ma anche il valore dell’impegno territoriale, quello che passa dalle scuole, dalle piazze, dai circoli cittadini, dove la cultura dei diritti si costruisce giorno dopo giorno.

Nel suo intervento, Cosimo Guccione ha sottolineato come “le battaglie di Amnesty abbiano dato voce a chi non ne aveva, trasformando la forza delle idee e la lucidità del diritto in strumenti di cambiamento reale. Lottare senza armi, ma con la potenza dell’intelligenza e della solidarietà, è la forma più alta e duratura di resistenza civile”.

Amnesty come presidio morale in tempi di regressione

La presidente Stefania Collesei ha ricordato come “oggi si assista a una pericolosa regressione nella tutela dei diritti fondamentali, non soltanto nei paesi autoritari, ma anche all’interno delle nostre democrazie. Amnesty resta un presidio essenziale perché protegge il diritto di protesta, che è la spina dorsale di ogni società libera”.
Le parole di Collesei hanno trovato eco negli interventi degli attivisti presenti, che hanno portato testimonianze di repressione e speranza da Iran, Sahara Occidentale e altri scenari di conflitto, mostrando come la difesa dei diritti umani resti una frontiera viva, concreta, quotidiana.

Cinquant’anni dopo la nascita della sezione italiana, Amnesty International continua a rappresentare una delle voci più autorevoli nel denunciare le violazioni dei diritti e nel formare nuove generazioni di cittadini consapevoli, attraverso campagne, progetti educativi e un costante impegno civile che affonda le sue radici anche nella società toscana, da sempre sensibile al tema della libertà.

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